Rievocazione · Fano · Gennaio–Febbraio
Carnevale · Fano
Fano rivendica il primato di anzianità con un documento del 1347. Ma la cosa che resta impressa non è l'età: è il getto, quando dai carri vengono lanciate tonnellate di dolci sulla folla.
La prima testimonianza scritta del carnevale fanese risale al 1347 e riguarda una riconciliazione fra due famiglie rivali della città, festeggiata pubblicamente durante il periodo carnevalesco. Su questo documento si fonda la rivendicazione di essere il più antico carnevale d'Italia.
I carri allegorici seguono la tradizione dei grandi carnevali italiani: strutture di cartapesta alte diversi metri, costruite nei mesi precedenti, con meccanismi animati e figure caricaturali dedicate all'attualità politica e sociale.
La particolarità fanese è il getto. Durante la sfilata, dai carri viene lanciata sulla folla una quantità imponente di dolciumi — caramelle, cioccolatini, torroncini. Il pubblico si attrezza: ombrelli rovesciati, cesti, retini. È una scena che va vista per essere capita, e che rende il carnevale di Fano una manifestazione particolarmente adatta alle famiglie.
L'altro elemento identitario è la Musica Arabita, nata nel 1923: una banda che suona con strumenti ricavati da oggetti d'uso comune — pentole, lattine, imbuti, brocche. Chiude la sfilata producendo un frastuono cerimoniale che è diventato il marchio sonoro della manifestazione.
Le sfilate si tengono in genere su tre domeniche fra gennaio e febbraio, con la sfilata serale in notturna che è la più suggestiva. Le date della prossima edizione sono pubblicate sul sito dell'Ente Carnevalesca.
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