Opera lirica · Macerata · Luglio–Agosto
Opera lirica · Macerata
Ottantotto metri di muro neoclassico, duemila posti e un'acustica che non ha bisogno di amplificazione: lo Sferisterio è il motivo per cui vale la pena arrivare fino a Macerata a luglio.
Lo Sferisterio non nasce come teatro. Fu costruito fra il 1823 e il 1829 grazie a una sottoscrizione fra cento famiglie maceratesi, per ospitare il gioco del pallone col bracciale — uno sport popolare che riempiva le arene dell'Ottocento. Solo nel 1921, quando quel gioco era ormai tramontato, qualcuno ebbe l'idea di provarci con la lirica. Andò in scena l'Aida, e l'esperimento non finì più.
La particolarità è la forma. L'arena è un semicerchio molto allungato: il muro di fondo corre dritto per ottantotto metri, con una profondità minima. Ne risulta un palcoscenico larghissimo e poco profondo, che ha costretto generazioni di registi a inventare soluzioni sceniche impossibili altrove — e che dà agli allestimenti maceratesi un aspetto riconoscibile a colpo d'occhio.
L'acustica è l'altra ragione della fama. Il muro in laterizio riflette il suono verso la platea con una nitidezza tale che le voci arrivano senza microfoni fino all'ultima fila. Chi è abituato ai festival all'aperto amplificati nota la differenza dalla prima frase cantata.
L'edizione 2027, la sessantaquattresima, è in programma dal 17 luglio all'8 agosto e porta in scena la Tosca. Le stagioni recenti hanno visto crescere il pubblico in modo sensibile, complici titoli popolari come il Barbiere di Siviglia e i Carmina Burana.
Un consiglio pratico che vale più di molti altri: le serate di luglio a Macerata possono essere fresche, il muro dello Sferisterio trattiene poco calore e gli spettacoli finiscono a mezzanotte passata. Portare qualcosa da mettersi sulle spalle è più sensato di quanto sembri alle otto di sera.
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