Mare · Collina · Montagna
Dove andare
Dalla battigia adriatica ai 2.476 metri del Monte Vettore le Marche cambiano volto tre volte. È una distanza che si copre in poco più di un'ora d'auto.
Poche regioni italiane hanno una struttura così leggibile. Le Marche si dispongono in fasce parallele alla costa: prima il litorale, poi la fascia collinare che occupa gran parte del territorio, infine il crinale appenninico che segna il confine con Umbria e Lazio. I fiumi scendono perpendicolari, dal monte al mare, incidendo vallate che per secoli hanno funzionato da vie di comunicazione e che ancora oggi ordinano il paesaggio.
Questa geometria ha una conseguenza pratica per chi viaggia: si può fare colazione davanti all'Adriatico, pranzare in un borgo di crinale e arrivare in quota nel pomeriggio. Non è un modo di dire da dépliant — il Monte Conero dista meno di ottanta chilometri dai Sibillini.
La fascia collinare è quella che occupa più superficie ed è anche la meno conosciuta dai visitatori, che tendono a concentrarsi sulla costa d'estate. È un peccato, perché è qui che stanno i borghi murati, le abbazie romaniche, le cantine e la maggior parte di ciò che rende le Marche riconoscibili.
Le tre pagine che seguono raccontano ciascuna fascia: cosa cercarvi, quando andarci, come muoversi.
Le tre fasce
Ogni fascia ha una stagione migliore, un modo di muoversi e un tipo di sosta che le è proprio.
Il Conero è l'unico promontorio roccioso fra Trieste e il Gargano. A nord e a sud, sabbia per decine di chilometri, porti turistici e Bandiere Blu.
La fascia più estesa e la meno battuta: borghi murati su ogni crinale, abbazie romaniche, Verdicchio e olio, strade da percorrere in bicicletta.
L'Appennino umbro-marchigiano, il Parco dei Sibillini, la fioritura di Castelluccio e i paesi che d'inverno diventano presepi.
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Le pagine di approfondimento su singoli temi e i percorsi che uniscono più fasce.